Qual è il costo dell’energia elettrica in kWh?

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Sommario:   Il costo dell’energia elettrica è un argomento  interessante e articolato. L’energia elettrica, oggi, viene utilizzata in qualsiasi ambito e in qualsiasi situazione: nei grandi impianti industriali, nel settore dell’agricoltura, in quello della ricerca scientifica, in tutte o quasi le attività di ogni giorno.

Costo energia elettrica: qual è?

Qual è il costo dell’energia elettrica?

  • L’unita di misura per la distribuzione e la vendita di energia elettrica è il kWh (chilowattora), che corrisponde a 1000 Wh (wattora, unità di misura dell’energia).
  • Il kWh rappresenta la quantità di energia necessaria per distribuire l’energia stessa alla potenza di un kilowatt per un’ora ed è l’unità di misura adatta per meglio definire il costo complessivo dell’energia elettrica.
  • Il costo totale di un kWh dipende dalla quantità di energia che viene consumata, ma naturalmente il prezzo varia a seconda del tipo di Mercato (che sia Tutelato o Libero) e a seconda della compagnia di luce e gas con cui si ha intenzione di sottoscrivere un contratto di fornitura. Vediamo come si differenziano le due tipologie. 

Mercato Libero e costo kWh Mercato Tutelato e costo kWh
  • Il prezzo del kWh viene stabilito liberamente da ogni fornitore;
  • Il fornitore può introdurre sconti oppure bloccare il prezzo dell’energia per un anno;
  • Il prezzo al kWh è fisso, non dipnede dai consumi
  • Il prezzo viene stabilito dall’Autorità (ARERA);
  • Il costo per l’energia al kWh viene modificato ogni 3 mesi;
  • Distinzione tra tariffa Monoraria e Bioraria, sempre stabilite dall’ARERA

Dunque, conviene il Mercato Libero o quello Tutelato?

La risposta è dipende: nel Mercato Libero è possibile risparmiare molto quando si sceglie una tariffa ad hoc, in linea con le proprie esigenze di consumo. Se non si ha voglia di confrontare le tariffe, allora il Mercato Tutelato ha l’obiettivo appunto di tutelare il consumatore, e di farli pagare un prezzo “giusto”, in base alla media dei fornitori Luce del Mercato Libero.

Liberalizzazione del costo energia elettrica

costo energiaGrazie alla liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, oggi è possibile scegliere la tariffa elettrica più adatta alle proprie esigenze e risparmiare. Infatti non esiste più il vincolo che limitava la scelta al gestore locale, ma gli utenti possono decidere liberamente quale fornitore di elettricità utilizzare, vagliando le numerose offerte presenti sul mercato.

Quindi la scelta della tariffa elettrica più adatta permetterà di risparmiare durante l’anno sulle bollette, ma la presenza di svariate offerte differenti tra loro, può rendere difficile fare la scelta migliore. Ancora fino al primo gennaio 2022, saranno presenti due tipologie di mercato:

  • il Mercato Tutelato
  • il Mercato Libero

Vediamo quali sono le differenze fra i due:

Mercato Tutelato: quali sono le regole e condizioni?

Le regole e le condizioni economiche relative al Mercato Tutelato e al costo dell’energia elettrica in kWh:

  • sono stabilite dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ;
  • sono fissate dall’Autorità per l’Energia ogni tre mesi, in modo tale da assicurare che il costo dell’energia elettrica rimanga sempre lo stesso per quel determinato periodo di tempo.
  • L’ARERA, inoltre, pone una distinzione tra una tariffa monoraria e una bioraria, dove la prima prevede un costo, per l’energia elettrica, uguale a qualsiasi ora e per tutti i giorni della settimana, mentre la seconda prevede un costo, per l’energia elettrica, diverso a seconda delle ore e dei giorni della settimana. In questo secondo caso, il costo relativo al consumo di energia elettrica dipende dagli orari in cui viene utilizzata, che sia durante il giorno, il pomeriggio o la sera.

Mercato libero: quali sono le condizioni?

Per quanto riguarda il Mercato Libero, invece, la situazione è diversa:

  • Il costo per il consumo di energia elettrica è stabilito liberamente dal singolo fornitore
  • il fornitore può decidere di introdurre bonus, sconti o prezzi ridotti sulla bolletta della luce oppure può scegliere di bloccare il prezzo stesso per un periodo minimo di 12 mesi.
  • il costo dell’energia elettrica per una abitazione che non sia residenziale è fisso, quindi non dipende dal consumo e, proprio per questo, non si applica al costo energia elettrica-per ogni kwh.

In Italia, sono numerose le compagnie di fornitura della luce, che si impegnano ampiamente per fornire i miglior servizi ai propri utenti, con prezzi piuttosto competitivi sul mercato. Il costo dell’energia elettrica, come abbiamo già accennato, varia a seconda della compagnia fornitrice, per cui avremo, ad esempio:

  • un costo per l’energia elettrica Enel al kWh diverso da un costo per l’energia elettrica Eni al kWh,
  • a sua volta diverso da un costo per l’energia elettrica Hera al kWh.

Mercato Tutelato e Mercato Libero: quale conviene?

Le tariffe della luce nel Mercato Tutelato:

  • vengono aggiornate ogni tre mesi.
  • Poiché il costo della luce copre le spese per l’acquisto della materia prima, questo cambia in continuazione.
  • Il cambiamento si è sempre verificato con un aumento delle tariffe, ad eccezione degli anni 2009-2011, in cui la diminuzione delle tariffe è riconducibile alla crisi economica che si è manifestata.
  • Negli ultimi anni, invece, i prezzi sono rimasti sempre gli stessi, con alcuni aumenti. mercati luce

Le tariffe luce nel Mercato Libero, invece, permettono al consumatore finale di:

  • risparmiare sulla bolletta della luce
  • di scegliere un’offerta che sia particolarmente adatta alle esigenze di ciascuno, proprio grazie al fatto che questo tipo di mercato consente di scegliere in maniera autonoma la propria compagnia di fornitura di luce e gas.

Alla luce delle precedenti affermazioni, quindi, qual è il Mercato che conviene di più, tra quello Tutelato e quello Libero?
Naturalmente, è il Mercato Libero ad assicurare maggiori vantaggi nell’ambito della fornitura della luce. Questo tipo di mercato, infatti:

  • garantisce la possibilità di scegliere in maniera autonoma la tariffa che risulta più vantaggiosa.
  • I fornitori di energia elettrica del Mercato Libero si impegnano a proporre una serie di offerte, applicando uno sconto direttamente sulla tariffa del Mercato Tutelato oppure a prezzo fisso.
  • Con un contratto di tipo fisso, il prezzo dell’energia resta bloccato e non cambia per tutta la durata del contratto, a differenza dei prezzi del Mercato Tutelato, le quali, come detto in precedenza, variano ogni tre.

Come cambiare l’allaccio della luce?

Esistono due vie da poter seguire quando si decide di chiedere l’allaccio della luce:

  • da un lato, è possibile richiedere solo l’allaccio e non la fornitura;
  • dall’altro è possibile fare richiesta, in una sola soluzione, sia per l’allaccio che per la fornitura della luce.

Nel primo caso, si deve effettuare la richiesta al distributore locale, che gestisce la fornitura della luce e del gas agli utenti finali. Nel secondo caso, invece, è necessario fare riferimento direttamente al gestore con cui si sceglie di firmare il contratto.

Durante la richiesta, è necessario dare una serie di informazioni utili, come:

  1. l’indirizzo,
  2. le generalità dell’utente
  3. le note sull’appartamento a cui si intende garantire la fornitura.

Dopo aver fatto richiesta, la compagnia di fornitura invia un tecnico esperto per effettuare un sopralluogo e per installare il contatore.

Al contrario del contratto di fornitura, che prevede tempi rapidi, per quanto riguarda l’allaccio sono necessari tra i venti e i trenta giorni lavorativi per l’autorizzazione e fino a due mesi per l’allaccio, a seconda dei casi e delle zone. I tempi sono piuttosto lunghi, in questo caso, perché le richieste devono essere inoltrate sia al fornitore che al distributore dell’energia elettrica. Lo stesso distributore, poi, deve procedere con i sopralluoghi tecnici e, in seguito, stilare un preventivo di spesa, da inoltrare poi al consumatore. Per quanto riguarda le spese, invece, queste sono a carico del consumatore.
È importante scegliere la compagnia di luce più adatta, quando si parla dell’installazione di un allaccio luce. Ecco perché la prima cosa da fare è quella di valutare con attenzione le offerte proposte da ogni compagnia.

Ricordiamo inoltre che oltre all’allaccio, potrai richiedere la voltura o il subentro. 

 

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Risparmio energetico: come fare?

risparmio Il risparmio energetico consente di ridurre i consumi di energia. Questo è possibile attraverso una serie di cambiamenti che riguardano i processi energetici, per ridurre gli sprechi, oppure trasformando l’energia da un tipo all’altro in modo particolarmente efficiente.
A questo proposito, è necessario fare riferimento alla ESCO (Energy Service Companies) vale a dire a un complesso di Società di servizi energetici, che si occupano di attuare una serie di misure per migliorare l’efficienza energetica. Alcune di queste misure sono relative agli interventi utili per il raggiungimento di una riduzione dei consumi negli usi dell’energia da parte dei consumatori finali. Scopo principale della ESCO, oltre a quello di assicurare un risparmio energetico attraverso una serie di misure, è quello di realizzare interventi di riqualificazione energetica.
Ecco le caratteristiche proprie della ESCO:

  • La garanzia di un risparmio energetico oppure di un servizio che preveda costi energetici minori
  • La remunerazione legata ai risparmi energetici conseguiti dal consumatore
  • Il finanziamento del cliente oppure l’assistenza nell’accesso al credito
    Oltre ai provvedimenti che, eventualmente, vengono presi dalla ESCO, esistono alcuni accorgimenti particolarmente utili e significativi per poter risparmiare sulla bolletta della luce:
  • Innanzi tutto, controllare con attenzione il tipo di tariffa presente all’interno della propria bolletta: se monoraria o bioraria. Nel caso di una tariffa bioraria, è bene attivare tutti gli elettrodomestici ad alto consumo nel weekend, nei giorni festivi e nella fascia oraria tra le 19 e le 07
  • Spegnere la luce quando non viene utilizzata
  • Sostituire le lampadine a incandescenza con quelle, più moderne, fluorescenti che sono, fra le altre cose, anche a basso consumo
  • Acquistare prodotti a basso consumo energetico o con una maggiore efficienza energetica, come ad esempio quelli che presentano il marchio europeo Eco-Label, che danno la possibilità di ridurre i consumi di energia anche nel pieno rispetto della sicurezza ambientale
  • Spegnere gli elettrodomestici, quando non vengono utilizzati, anche staccando la spina
  • Ridurre l’utilizzo degli elettrodomestici e degli apparecchi elettrici non indispensabili, come i telefoni cordless o i bollitori elettrici
  • Impostare gli eventuali computer in modalità di risparmio energetico oppure, nel caso dei computer portatili, è necessario togliere la batteria quando sono collegati alla rete elettrica
  • Scollegare del tutto il modem quando non viene utilizzato, in quanto risulta essere uno degli apparecchi che consumano maggiormente energia, come anche gli impianti stereo e le stampanti
  • Utilizzare elettrodomestici quali lavatrici e lavastoviglie a carico pieno e a temperature basse
  • Allontanare apparecchio come il frigo e il freezer da fonti di calore, mantenendo una minima distanza tra loro e i muri
  • Staccare i caricabatterie dalle prese dopo aver finito di caricare il proprio cellulare o qualsiasi altro apparecchio elettronico

Attraverso questa serie di accorgimenti e suggerimenti, ogni consumatore ha la possibilità di risparmiare sulla propria bolletta della luce.
Inoltre, è anche possibile scegliere delle fonti di energia rinnovabile, soprattutto negli ultimi tempi.

Energia elettrica e PUN

La sigla PUN indica il Prezzo Unico Nazionale, vale a dire il prezzo di riferimento dell’energia elettrica acquistata in borsa.
Per comprendere meglio che cosa fa, occorre spendere alcune parole sul Mercato Elettrico. Il suo scopo è quello di:

  • Promuovere la competizione nelle attività di produzione e di vendita
  • Favorire l’efficienza dell’attività di dispacciamento
    La Borsa Elettrica Italiana nota come IPEX (Italian Power Exchange) è un mercato all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, dove i produttori di energia elettrica vendono l’energia all’ingrosso e dove i fornitori del mercato libero e l’Acquirente Unico acquistano l’energia per se stessi o da fornire a terzi.
    Ecco le principali caratteristiche della Borsa Elettrica:
  • Il mercato si svolge in anticipo rispetto alla consegna dell’elettricità
  • Il mercato si svolge in più sessioni di mercato
  • Le sessioni si svolgono a partire da più di un anno prima della consegna dell’elettricità
    La sessione di mercato più significativa è l’MGP (Mercato del Giorno Prima), dove con un giorno di anticipo rispetto alla consegna dell’elettricità si presentano le offerte per acquistare e per vendere l’energia per ogni ora del giorno seguente.

Appurato tutto questo, è possibile definire con esattezza il PUN.
Il PUN, che corrisponde alla media dei prezzi di vendita di ciascuna zona, pesata con gli acquisti totali.

Come funziona il PUN

Ecco come funziona il PUN: il prezzo di scambio è definito, a ogni ora, in base all’incontro tra domanda e offerta. Per questo motivo il PUN è variabile ogni ora con valori più alti nelle ore in cui è più difficile e più costoso produrre energia.
Grazie al GME (Gestore dei Mercati Energetici) è possibile valutare quale sia l’andamento del PUN negli ultimi anni: il GME, infatti, è la società che si occupa della gestione del mercato e che fa da tramite negli accordi economici.
Negli anni 2014-2016, il PUN ha registrato una forte decrescita dei prezzi a causa di:

  • Calo dei consumi di energia elettrica
  • Aumento della produzione da fonti rinnovabili
  • Riduzione del prezzo del gas italiano ai livelli degli altri Paesi
    Negli ultimi anni, il PUN è tornato a crescere, grazie a una serie di fattori, tra cui la ripresa economica del Paese.
    Esiste un collegamento tra il PUN e il Libero Mercato. Il PUN è un indice di prezzo molto importante anche per gli utenti, perché:
  • Ogni fornitore di energia elettrica acquista buona parte della propria energia sulla borsa, perciò questo prezzo corrisponde al costo sostenuto dal fornitore per acquisire l’energia da distribuire ai suoi clienti finale
  • Il consumatore paga l’energia elettrica consumata al prezzo riportato nella bolletta
    Il prezzo finale dell’energia è largamente influenzato dall’andamento del PUN e, pertanto, le offerte dei contratti luce del Libero Mercato, proprio come le tariffe per il Mercato Tutelato, salgono nei periodi in cui cresce il PUN e scendono quando il PUN decresce.

Come disdire un contratto luce?

Dopo aver parlato di che cosa sia l’energia elettrica, del costo dell’energia elettrica sulla base dei kWh e sulla base delle diverse compagnie di fornitura con cui è possibile stilare un contratto, della produzione, della distribuzione e dei moltissimi utilizzi dell’energia elettrica nella nostra società contemporanea, è necessario spiegare in che modo sia possibile disdire un contratto della luce.

Per farlo:

  1.  prima di tutto fare richiesta alla propria compagnia fornitrice,
  2. che si impegna a inviare, a sua volta, la richiesta al distributore (che gestisce il contatore-elettrico-della luce) entro due giorni lavorativi.
  3. Il distributore, poi, si occupa della chiusura del contatore entro cinque giorni lavorativi dalla data di ricezione della richiesta.

Affinché la cessazione del contratto avvenga nella maniera più rapida e corretta possibile, sono richiesti una serie di dati e di documenti:

  • Il codice fiscale
  • La carta di identità
  • Il codice del cliente, che è possibile trovare scritto sulla bolletta della luce
  • Il POD, vale a dire il punto di fornitura, che definisce la compagnia che si occupa dell’erogazione del servizio elettrico
  • La lettura del contatore, che deve essere il più recente possibile
  • Il giorno in cui, presumibilmente, deve essere effettuata la disattivazione della fornitura della luce
  • L’indirizzo al quale la fattura di conguaglio deve essere inviata

A volte, può capitare che si verifichi un ritardo nella disattivazione della fornitura dell’energia elettrica. In questi casi e se il ritardo è causato da una mancanza del distributore, allora l’utente è tenuto a ricevere un indennizzo pari a:

  • 35 euro, nel caso di disattivazioni della fornitura realizzate entro il doppio del tempo previsto
  • 70 euro, nel caso di disattivazioni della fornitura realizzate entro il triplo del tempo previsto
  • 105 euro, nel caso di disattivazioni della fornitura realizzate oltre il triplo del tempo previsto

I prezzi per la disattivazione di un contratto di fornitura dell’energia elettrica, inoltre, possono essere molto vari e dipendono dal tipo di contratto di fornitura. Nel caso di un contratto siglato nell’ambito del Mercato Tutelato, il prezzo fisso è di 23 euro; nel caso di contratto sottoscritto nell’ambito del Mercato Libero, invece, la tariffa può variare a seconda delle condizioni economiche e commerciali presenti all’interno del contratto stesso.

Ai costi di cui abbiamo parlato in precedenza, se ne possono anche aggiungere altri: questi rappresentano sanzioni da dover pagare nel caso di cessione anticipata del contratto.

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Redactor

Written by CarolinaD

Aggiornato su 23 Giu, 2020

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